Volete mangiare gamberi ? Il posto giusto è il ristorante Parco Gambrinus a San Polo di Piave E i gamberi sono del luogo visto che vengono pescati nelle risorgive del fiume Lia , che scorre sotto le vicine prealpi. Le risorgive o sorgenti sono proprio nel parco attorno al ristorante. Il locale è condotto da Adriano Zanotto , figlio di Luigi, il quale ridefinì il concetto di cucina veneta nel mondo negli anni 60.
I Gamberi protagonisti del luogo son Crostacei da sempre presenti nella storia di luogo testimoniati dall’affresco di un ignoto pittore dell’ultima cena nella chiesetta di San Giorgio raffiguranti i gamberi insieme ai simboli eucaristici.
Purtroppo ormai i gamberi d’acqua dolce sono quasi scomparsi. Ma i pochi rimasti appena pescati vengono sbollentati con odori poi serviti con polentona e salsina.
Ma occhio Gambrinus non deriva solo da Gambero ma anche dalla divinità Gambrinus signore delle birre teutoniche.Infatti era tradizione mantenere fresca la birra nelle acque della risorgiva.
riportiamo dal sito il modo giusto per mangiare i Gamberi di San Polo di Piave.
MODO GIUSTO DI MANGIARE I GAMBERI DI SAN POLO DI PIAVE
Mettersi il tovagliolo (grande).
Mettere da un lato coltello e forchetta tanto non servono.
Prendere il gambero intero con le dita e togliergli le zampe per succhiarle una alla volta, quelle grandi bisogna schiacciarle tra i denti per mangiarne la polpa che hanno dentro.
Il gambero – ora – è senza zampe, bisogna rivoltare verso la testa la corazza grande che ha sulla schiena, per fare ciò è sufficiente mettere un’unghia dove finisce la corazza e comincia la coda e alzando la corazza si vedrà il “corallo” (boccone d’oro); lo si lascia stare.
Si schiaccia la coda tra le due dita cominciando dal fondo verso la testa.
Ci si succhiano le dita.
si rivolta il gambero per curargli la coda aprendogli la “scorza” da ambo i lati come si fa con gli scampi o le canoce.
Si succhiano le “scorze” (e di nuovo anche le dita).
Tenendo il povero gambero – così mal ridotto – con le dita di tutte e due le mani, lo si rivolta e si mangia il “boccone d’oro” insieme a quello che c’è nella coda.
Si intinge la polenta nel sughetto e ci si risuchhiano le dita.
SUGGERIMENTO PER CHI NON È MAI CONTENTO Metter le zampe e i resti del gambero in una scodella di vino bianco e bere il vino
MORALE “Quando non ci sono più gamberi, sono buone anche le zampe”.
Parco Gambrinus – ristorante
Via Capitello 18, Località Gambrinus – 31020 San Polo di Piave (Treviso)
tel. (+39) 0422 855043 – fax (+39) 0422 855044
Chiuso la domenica sera e il lunedì, inverno 09-10 ferie dal 1 al 31 gennaio
e-mail: gambrinus@gambrinus.it
Nel centro di Treviso vicino alla Piazza dei Signori troviamo l’Ombra Osteria Veneta . Un locale che coniuga la tradizione gastronomica del cicchetto alla competenza sui vini da abbinare.
I DOLCI:
A Jesolo Lido nella via principale che si trova tra Piazza Marina e Piazzaq Aurora troviamo il ristorante Pizzeria Don Claudio, rinomato nel centro balneare.Il locale è arredato in maniera personale con le tavole preparate in modo diverso ed il particolare del forno della pizza fatto a forma di Trullo.
A Loreggia lungo la famosa strada del Santo che porta a Padova troviamo La antica locanda Aurilia. Nasce come Osteria con Locanda per i pellegrini nel 1952 da Dino De Marchi e dalla Moglie Antonietta. Ora la locanda è condotta dai figli Ferdinando che è sommelier , Osorio il cuoco e Lucia che riceve gli ospiti.
Tartara di manzetta patavina